Dr.ssa Maria Antonietta Bova

Ginecologo

Dr.ssa Maria Antonietta Bova

Medico Chirurgo, specialista in Ginecologia e Ostetricia

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Curriculum ed attività


Titoli conseguiti

  • Specializzazione con Lode in Ostetricia e Ginecologia presso l'Università degli Studi di Ferrara nel 1985;
  • perfezionata in Bio-sessuologia presso l'Università di Modena (1° Corso Annuale, anno accademico 1984/85 );
  • perfezionata in Biopsico-sessuologia presso l'Università di Modena (2° Corso Annuale di perfezionamento anno accademico 1985/86);
  • perfezionata in Sessuologia Clinica presso l’Università di Ferrara (anno accademico 1988);
  • Master “Etica e Manageriale”, della durata di 250 ore, con esame finale, dicembre 99/novembre 2000 organizzato dalla Regione Calabria;
  • perfezionata in Agopuntura Medica (Corso triennale "Centro Studi Nuova Medicina" Bologna 1985);
  • Specializzata in Psicoterapia nel 2012,presso IPUE, Istituto di psicologia umanistica Esistenziale di Roma;
  • Master in Sessuologia Clinica Università di Pisa nel 2014.

Curriculum e attività

  • Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Bologna (giugno 1981);
  • già Aiuto presso il reparto di Ginecologia dell’Ospedale di Locri;- nel 1999 Dirigente Responsabile della Struttura semplice di "Colposcopia, patologia cervico-vaginale e ginecologia psicosomatica” e Dirigente Responsabile dell'Area Omogenea trans-murale Materno Infantile dell'A.S.L. di Locri;
  • dal 2003 al 2007 Dirigente Responsabile Struttura Semplice "Consultori Familiari AS n.9 di Locri". - dal 2005 al 2011 Dirigente Responsabile "Centro di Riferimento Aziendale Screening Tumori Femminili AS di Locri";
  • Dal 2003 Componente "Consiglio Direttivo Nazionale Società Italiana di Colposcopia e Patologia Cervico-vaginale";
  • dal '99 Componente del Gruppo di lavoro Nazionale "Semeiotica medica del bambino prepubere vittima di abuso sessuale".
  • dal 2004 componente del Comitato scientifico della Rivista Medica " Patologia Genitale Infettiva e Neoplastica.
  • Docente e relatrice in numerosi Corsi di aggiornamento e Congressi in ginecologia, ha pubblicato oltre 60 articoli su riviste scientifiche nazionali e internazionali.

Apparecchiature utilizzate

- Video Colposcopio, DTC, Eletrobisturi, Anse Diatermiche

Metodologie diagnostiche e terapeutiche

- Prevenzione e diagnosi dei tumori femminili, Pap-Test , HPV-Test, Colposcopia, Vulvoscopia. Peniscopia. Biopsie mirate della vulva, vagina e collo dell'utero.Gravidanza, Preparazione psicofisica al parto, Psicoterapia, Sessuologia medica. Agopuntura. Mesoterapia per il trattamento della cellulite.

Prestazioni e Patologie


Articoli e Pubblicazioni

Displasie cervicali : biopsia  La neoplasia intra-epiteliale cervicale (CIN), detta anche DISPLASIA, è la conseguenza di un’infezione virale causata dai Papillomavirus umani (HPV), virus molto comuni che possono infettare le cellule che rivestono diversi organi dell’apparato genitale sia femminile che maschile (cervice , vagina, vulva, pene, scroto), il perineo, la regione perianale, le tonsille e la base della lingua.In particolari condizioni il genoma virale degli HPV oncogeni può integrarsi in quello della cellula ospite, portando a instabilità genomica, tale integrazione è condizionata oltre che dallo stato di permissività della cellula, anche da una certa suscettibilità individuale, dalla presenza di determinati tipi virali e dall’azione di cofattori locali e/o sistemici.Nella maggior parte dei casi il sistema immunitario riuscirà a debellare l’infezione senza che la donna sia consapevole di averla contratta.In una ridotta percentuali di casi, invece, il virus sarà in grado di moltiplicarsi e, nel corso del tempo, potrà integrare il proprio DNA all’interno del DNA delle cellule, producendo negli anni, delle cellule atipiche e le lesioni pre-cancerose.La presenza dell’infezione quindi non vuol dire necessariamente la comparsa della neoplasia intra-epiteliale cervicale, così come nella maggior parte dei casi la neoplasia intraepiteliale cervicale non evolverà verso il carcinoma.La CIN/Displasia può presentarsi con diversi gradi di severità: 1 (lieve), 2(moderata) e 3(severa). L’esame in grado di riconoscerla e di stabilirne anche il grado di severità è il Pap-test.Si adotta la Classificazione di Bethesda in SIL (Lesione Intraepiteliale Squamosa),IL CARCINOMA E’ UN ESITO RARODI UNA INFEZIONE COMUNELe lesioni intraepiteliali squamose (SIL)  si distinguono in: ¢SIL di basso grado (Low-SIL)¢SIL di alto grado (High-SIL) Queste lesioni sono suscettibili, in una certa misura, di regressione spontanea che è ovviamente maggiore per le lesioni di basso grado.¢ La progressione è prevista -nel 1% dei casi di displasia lieve, -nel 5% dei casi di displasia moderata -nel 12% dei casi di displasia severa).In questa fase, in cui si evidenzia un’anormalità citologica, assume importanza diagnostica,                                                            l’ Esame Colposcopico che permette di valutare:¢la topografia della lesione cervicale¢i suoi rapporti con la giunzione squamo-colonnare e la sua estensione eso-endocervicale ¢la sede dove effettuare la biopsia mirata ¢il tipo ed il modo di un eventuale trattamento ottimale La COLPOSCOPIA  costituisce il fulcro del processo diagnostico e terapeutico delle lesioni precancerose del collo uterino e della vagina costituendo la guida alla diagnosi e alle terapie che mirano a conferire caratteri di normalità  alla  cervice  uterina La tecnica colposcopica “classica Prevede: ¢ detersione della cervice con soluzione fisiologica per consentire l’osservazione dei vasi e lo studio dell’angio-architettura sub-epiteliale, anche con l’utilizzo del filtro verde; ¢applicazione di acido acetico al 3 o al 5%, lasciato in sede per circa 15 secondi. Questo determina il rigonfiamento del tessuto, in parte dell’epitelio colonnare, ma soprattutto di quello anormale, che apparirà biancastro, più o meno ispessito (epitelio aceto bianco). ¢Dopo l’impiego di acido acetico, si applica la soluzione iodo-iodurata (soluzione di Lugol) per il test di Schiller.In presenza quindi di uno striscio anormale, è necessario localizzare colposcopicamente il sito da cui provengono le cellule anormali, valutare l’estensione e ottenere la diagnosi istopatologica sulla base di biopsie mirate eseguite sotto guida colposcopica. ¢ Una biopsia cervicale effettuata senza guida colposcopica, comporta il rischio di una diagnosi istologica falsamente negativa in oltre il 20% dei casi. ¢ Il colposcopista dovrà, quando necessario, cercare altre localizzazioni di lesioni non visibili sull’esocervice,  cioè a livello vaginale, endocervicale o endometriale. Biopsia diagnostica Per biopsia cervicale si deve intendere unicamente: “biopsia mirata sotto guida colposcopica” così come indicato nel decreto ministeriale del 13 maggio 1997.  La colposcopia conferisce un’altissima accuratezza diagnostica alla biopsia. La sensibilità dell’esame colposcopico è di circa il 90% e la sua specificità può arrivare all’85%Le finalità della biopsia sono l’inquadramento diagnostico e la mappatura della lesione. ¢I frammenti di tessuto che vengono prelevati vengono generalmente fissati in formalina al 4%. ¢La Diagnosi Istologica rappresenta attualmente il “gold standard” nel controllo di qualità colposcopico, citologico e molecolare e in base ad essa viene programmato il trattamento e/o il follow up. Per quanto riguarda i criteri morfologici di diagnosi istologica si fa riferimento alla classificazione CIN (Cervical Intraepithelial Neoplasia).                                            Biopsia escissionale La biopsia escissionale consente di asportare, in prelievo unico o in più frammenti, tutto il tessuto patologico visibile alla colposcopia, quindi oltre ad uno scopo diagnostico ha anche una valenza terapeutica e permette la valutazione dei margini. ¢Si tratta di frammenti di cervice comprendenti la parte esocervicale e quella endocervicale a forma di cono e/o cilindro con apice endocervicale. ¢Il prelievo può essere effettuato con varie tecniche (lama fredda, laser, ansa (LLETZ). L’esame istologico deve essere sempre in grado di spiegare il quadro citologico e colposcopico, rappresentando il gold standard del processo diagnostico e pertanto una correlazione colpo-citoistologica è auspicabile routinariamente. 


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